L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

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L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square
Febbraio 11, 2016 0 Commenti

Minuscoli puntini impazziti sfrecciano come saette in qualsiasi ora del giorno e della notte.

I protagonisti della mia Londra accostano agilmente al marciapiede al primo cenno della mia mano, quando il loro indicatore giallo For hire (disponibile) è illuminato.

Più di 20.000 sono le black cab londinesi che si divincolano dal traffico imboccando stradine ignorate da molti e che con la loro forma quasi goffa costituiscono una delle icone londinesi più conosciute.

Vivere la città in taxi, vale per me molto più di un biglietto turistico su un bus a due piani rosso fiammante.

Londra mi piace nei suoi contrasti. E’ una ragazza espansiva ma timida allo stesso tempo, esuberante ma tranquilla, invadente ma riservata e, per chi ha la fortuna di incontrarla spesso come me, mostra sempre una piccola sfaccettatura che non si era svelata l’occasione precedente.

Guardo Londra dal taxi, spettatrice invisibile, di una pellicola di quotidianità londinese. Signore camminano tenendo in mano una tazza di cartone colma di caffè bollente, hall tirate a lustro, botteghe colorate, gentlemen in giacca e cravatta, trench color beige che delineano il perfetto identikit londinese.

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Bond Street con i suoi marchi prestigiosi di fama mondiale lascia spazio a piccole sartorie negli interrati di Savile Raw, che da grossi finestroni lasciano intravedere ai passanti lo schizzo delle prossime creazioni.

Vetrine originali si affiancano a pub tradizionali, che offrono fish & chips e birra a fiumi ai tavoli che ancora appiccicano dalla sera precedente; è lì che gli inglesi si trovano nel dopolavoro, o perché no per una partita a freccette durante un meeting d’affari.  

Una città in continua evoluzione, una città dai mille contrasti.

L’incontestabile magnetismo del Big Ben e dell’Houses of Parliament si manifesta diversamente secondo la luce e la prospettiva da cui li guardi: ti rassicurano la sera avvolti da una calda luce gialla, quando li osservi dall’altra sponda del Tamigi, ti lasciano a bocca aperta per la minuzia di particolari delle loro guglie quando li guardi da vicino. Trafalgar square con le sue statue e sculture commemorative e la National Gallery, il British Museum e il modernissimo Tate con le sue aggiornatissime esibizioni temporanee merita senza dubbio una visita.

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Il Buckingham Palace, dove decine di guardie con divise rosse e nere e altissimi colbacchi pelosi si danno il cambio accompagnati dalla banda reale che suona musica pop o colonne sonore tra cui quelle di James Bond.

La Tower of London, fortezza nel cuore della city, dove tutt’oggi sono custoditi preziosissimi gioielli reali e il vicinissimo Tower Bridge, concepito fin da subito come ponte mobile e dove un tempo erano rinchiusi e giustiziati i prigionieri della corona. 

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Londra è questo ma anche molto di più.

Verso St’ Paul Cathedral in taxi, ho la fortuna di trovarmi con un autentico “nonnino” inglese alla guida. Rompe il ghiaccio lui: “Da dove sei?”, “Quanto ti fermi?”, “Vacanza o business?”. Si chiacchiera. Dichiara orgoglioso la sua devozione alla monarchia e la sua approvazione per Kate. Mostra un po’ di nostalgia quando, costeggiando Fleet Street, ancora oggi nominata street of ink, esclama: “Questa era la via delle più importanti testate giornalistiche di Londra, una volta erano tutte qui. Ora si sono trasferite lontano dal centro. Eh sì, perché alla bellissima Londra hanno preferito la comodità della periferia, senza semafori e senza ingorghi che ti paralizzano per qualche ora”. Accostiamo, il tassametro si ferma. Poi giù a piedi.

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Lascio la cattedrale alla mia sinistra, il Millenium Bridge e il Tate Modern alla mia destra e proseguo verso Bank, dove palazzi luccicanti dalle altezze quasi esagerate s’impongono su tutto ciò che li circonda.

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square
L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Il 30 St Mary Axe, ribattezzato Gherkin (cetriolo) per la sua forma simile a un missile, e il The Shard, con la sua forma slanciata e il suo rivestimento completamente in vetro, hanno tutta l’intenzione di lasciare il segno nella metamorfosi dello skyline londinese. Un passo segue l’altro, gli occhi sono continuamente richiamati da mille stimoli. Le vie diventano ancora più calamitiche a Shoreditch, nuovo tempio della vivace vita notturna londinese e patria di giovani studenti, musicisti e artisti che con i loro studi di design e i loro graffiti colorano la città e gli animi anche nei giorni di pioggia più fitta.

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square
L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square
L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square
L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Un museo all’aria aperta per chi Londra l’ha già vista in altri abiti e vuole vedere che direzione prenderà. Il futuro di Londra sembra partire da qui.

Mi perdo sola a passeggio. La città mi trasmette un senso di quiete nonostante le sue vibrazioni energiche, un senso di sicurezza che in molte altre città non ho. Ed è perdendomi a Londra che riformulo la mia migliore ricetta per amarla. Via l’orologio, via la cartina. La vivo nella sua eccentricità, la vivo nella quiete di quartieri in stile vittoriano dove affacciano porticine verniciate di allegria, mattoncini rossi e limpidissimi palazzi bianco ottico.

L'altro volto di Londra: oltre Buckingam Palace e Trafalgar Square

Ritrovo il mio tempo attraversando i numerosissimi parchi popolati da sfide a ping pong, guardie in alta uniforme a cavallo, bambini con divise scolastiche grigie e a scacchi che giocano. La mia Londra la vivo così. Se voi preferite la metro, mi raccomando ... Mind the Gap!

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