Cittadella: oltre i contorni nitidi delle sue mura

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Cittadella: oltre i contorni nitidi delle sue mura
Dicembre 04, 2017 0 Commenti

Merli disegnati nel cielo nitido, cuciti come l'impuntura di un bell'abito, creano un orlo in netto contrasto con lo sfondo di montagne innevate, oggi baciate dal sole. I miei 60 cavalli sfilano a ritmo lento attorno al fossato e alle mura. La pellicola scorre adagio, vorrei premere il pulsante rewind per riavvolgere il nastro e ammirare ancora tanta bellezza. Sono un serpente ipnotizzato, il mio incantatore è un meraviglioso fondersi di storia e natura. Il motore si spegne al Parcheggio di Villarina, uno dei tanti completamente gratuiti in città. L’evento merita di essere festeggiato: scoccano le 10 e mi presento puntualissima come non mai all'appuntamento con gli amici dello IAT, che oggi accompagnano me e altri blogger e giornalisti alla scoperta di Cittadella.

Cittadella: oltre i contorni nitidi delle sue mura

Cittadella è una città intima, raccolta da una magnifica cinta muraria custode di secoli di storia e cristallizzatrice di una vivace quotidianità.

Mi trovo al cospetto di Porta Treviso, immagino di inserire la chiave nella toppa e varco la soglia di questo scrigno suggestivo. Entro in punta di piedi, chiedendo permesso ai cittadini, abitanti attivi di questa comunità. Calma e serenità inebriano strade e portici ancora poco affollati a quest’ora del mattino. Assorbo l’energia di questo centro, è rispettosa e pacata e si rivela in tutta la sua pienezza nella piazza principale, Piazza Pierobene con il Duomo dedicato ai Santi Prosdocimo e Donato, e nelle due traverse principali che raccordano le quattro porte d’ingresso alla città con il centro.

Il morbido fluttuare di un palloncino, la pedalata senza fretta di un anziano, il dialogo prolungato di due signore sorridenti ed elegantemente agghindate, inaugurano la mia passeggiata rilassata verso Porta Bassano e di lì a poco sulle mura per il giro di ronda. Il passato di Cittadella trionfa negli affreschi del Carro dei Carraresi e nello lo stemma di Padova, regalando un tono solenne e autoritario a Porta Bassanese, considerata l'estrema difesa della città.

Cittadella: oltre i contorni nitidi delle sue mura

Macchina militare perfettamente congegnata, Cittadella mantiene oggi una pianta ellittica, racchiusa da una splendida cinta muraria di circa 1 chilometro e mezzo perfettamente conservata. Il Camminamento di Ronda è interamente percorribile dopo l'accurato restauro ultimato nel 2013, offrendo al visitatore scorci inediti e privilegiati. Inauguro il mio giro di ronda a passo moderato, immaginando la vita all'interno di graziose casupole che popolano la città murata, circondate da giardini perfettamente curati. Tappeti verdi, con fili d’erba fitti come la lana di un maglione infeltrito. Gioco a nascondino con le montagne che si celano dietro a torri alte fino a 30 m, per lasciarsi scoprire quasi intimidite attraverso piccole feritoie.

Caditoie un tempo utilizzate per versare olio, acqua e sabbia bollenti nell’intento di arrestare l'avanzata del nemico. I tentativi di intrusione nella città erano ostacolati con ogni mezzo: la ghiaia del Brenta attorno alle mura, fungeva da allarme, amplificando i rumori di chi tentava l’avvicinamento; le mura erano state intonacate, diventando lisce e scivolose, per chi provasse ad arrampicarsi.

Un brivido pervade le mie ossa al sol pensiero che il nemico potesse cadere nelle mani dei Cittadellesi, terminando così la sua esistenza nella Torre di Malta. Ezzelino III da Romano detto il Tiranno avrebbe lasciato perpetuare sul nemico torture tanto atroci da meritare che la Torre fosse addirittura annoverata nella Divina Commedia di Dante. 

Terminato l’appassionante giro di ronda riprendo nuovamente ad assaporare un profondo senso di pace diffuso tra le vie cittadine che mi conducono al Teatro Sociale, luogo di aggregazione di ieri e di oggi.

Cittadella: oltre i contorni nitidi delle sue mura

Un concentrato in pillole di eleganza, ricchezza e romanticismo, decorato con affreschi, figure allegoriche e amorini. In scena oggi ci sono l’armonia e la bellezza. Niente attori sul palco, niente pubblico. L’unico vero protagonista è un unico interminabile applauso che attraversa il mio cuore nel ringraziare Cittadella, la sua magica atmosfera e gli amici dello IAT!

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